Sindrome metabolica: cos’è e come combattarla

Ora affronterò un tema piuttosto delicato, cercherò di essere sempre simpatico ma questa volta qualche termine palloso te lo devi sciroppare! Ricordati che io a te ci tengo, e so dove ti sto portando! Pronto?

Dai che si parte: La Sindrome Metabolica è l’insieme delle condizioni cliniche e dei comportamenti viziati che caratterizzano i nostri giorni! Le stime fatte sulle popolazioni dei paesi industrializzati (Italia compresa) sembra raggiungano la cifra allarmante del 25%! Anche se ad oggi non c’è una definizione ufficiale sui criteri di diagnosi, le Organizzazioni a livello mondiale  sono concordi nel considerare affetti da Sindrome Metabolica, gli individui che hanno almeno due dei seguenti fattori di rischio correlati allobesità addominale:

– Dislipidemia: HDL (il cosiddetto Colesterolo “buono”) al di sotto di 40mg/dl negli uomini e di 50mg/dl nelle donne;
– Trigliceridi con valori superiori a 150 mg/dl;
– Glicemia superiore a 100 mg/dl (sono iclusi i soggetti diabetici);
– Ipertensione arteriosa (valori superiori a 130/85 mmHg).

C’è un pensiero comune tra gli studiosi nel racchiudere le cause che provocano l’insorgere della Sindrome metabolica. Situazioni patologiche(obesità, ipercolesterolemia e condizioni quali l’obesità viscerale, l’iperinsulinemia e/o l’insulino-resistenza) associate a uno stile di vita errato(alimentazione sregolata, vita sedentaria).

OK…OK… La finisco qua con questi termini! So che vuoi sapere cosa fare… Sei un tipo deciso!

Come puoi agire per proteggerti e prevenire il rischio di essere affetto da questa patologia? Principalmente devi dedicarti ad una analisi del tuo stile di vita e regime alimentare, e io sono qui per questo!

Dai passamela…Mi sento gasato!

Nello spefico invece, l’esercizio fisico è di vitale importanza. Lo scopo dell’attività fisica è di migliorare le tue condizioni cardiocircolatorie e in particolare di ottenere i seguenti effetti benefici: 

– miglioramenti metabolici dovuti alla riduzione dell’ LDL (il colesterolo “cattivo”) e dei trigliceridi e all’ aumento di HDL (colesterolo “buono”), sensibilità insulinica e tolleranza glicidica;
– riduzione della pressione arteriosa mediante vascolarizzazione della muscolatura e dell’apparato cardiocircolatorio.
– diminuzione della frequenza cardiaca a riposo e sotto sforzo;

Per avere questi effetti,occorre svolgere un lavoro di tre tipologie allenanti,miscelate tra loro: fasi di training aerobico di tipo continuo,fasi di aerobico intervallato (Interval Training) e fasi di resistenza muscolare. In parole povere,MUOVITI!

Per le prime due (aerobico continuato e intervallato) é possibile lavorare su macchinari cardio classici come bike e tapis roulant  o, all’aperto in qualche parco. Nelle sedute aerobiche continuate è necessario cercare di stabilizzarsi tra il 60/70% della propria FcMax (il cardiofrequenzimetro per monitorare i battiti è fortemente consigliato).Per le fasi allenanti di interval,l’ideale è alternare fasi intense (max all’80% circa dell’ FcMax) ad altre di recupero intorno al 50%,con un rapporto di 2:1(20 secondi lavoro,10 secondi recupero)Per la resistenza,miscelare l’utilizzo dei macchinari isotonici con gli esercizi a corpo libero di “pesistica”,è la giusta soluzione!In questo modo coinvolgerai nella stessa misura il tronco, arti superiori e arti inferiori.Di seguito ti suggerisco una classica,ma sempre utile formula per calcolare la tua frequenza massima.

Fc max = 208 – 0.7 x età                Formula dello studioso HIROFUMI TANAKA

2017-12-27T05:31:32+00:00 14/03/17|Benessere|