EQUILIBRIO e PROPRIOCEZIONE

PROPRIOCEZIONE, la potenza è nulla senza controllo.

COME FA IL NOSTRO CORPO A MANTENERSI IN EQUILIBRIO E A REAGIRE IN OGNI MOMENTO ALLE SOLLECITAZIONI DA PARTE DEL MONDO ESTERNO CHE TENDONO AD ALTERARE LA SUA POSIZIONE NELLO SPAZIO?

C’è un meccanismo sofisticato, Sensibilità Propriocettiva, che coinvolge una complessa struttura anatomica basata sul continuo scambio di informazioni tra Recettori Propriocettivi e Sistema Nervoso Centrale che permette al nostro organismo di avere la percezione di sé in tempo reale e in rapporto al mondo esterno e di controllare l’esecuzione di un movimento.
Lo scambio di queste informazioni avviene grazie alla terminazioni nervose dei Recettori Propriocettivi che attraverso il midollo spinale inviano informazioni alle aree cerebrali deputate all’elaborazione di esse e all’invio istante per istante di risposte, ossia stimoli e imput immediatamente rimandati ai muscoli per essere trasformate in esecuzione di movimenti e/o correzioni di essi (correzioni o modifiche di un movimento in corso dovute anche a fenomeni esterni che modificano l’azione motoria programmata) per renderli poco dispendiosi e coordinati; queste informazioni intervengono anche nella posizione statica per far si che il soggetto rispetti in ogni momento caratteristiche di equilibrio, confort e non dolore.
La sensibilità propriocettiva unita alle informazioni che arrivano dai canali di percezione uditivo, visivo e tattile, informa su come si posiziona il corpo nella realtà e permette al nostro organismo di avere una percezione di sé in rapporto al mondo esterno, di avere una consapevolezza di sé: immagine corporea.

Solo 1 segnale su 1000000 riguarda la percezione propriocettiva cosciente, mentre la stragrande maggioranza riguardano la propriocezione incosciente (archeopropriocezione) e vengono gestiti a livello delle strutture più primitive del Sistema Nervoso: midollo spinale, tronco dell’encefalo (formato da mesencefalo, ponte e midollo allungato o bulbo) e le parti primordiali del cervelletto; da essi dipende la gestione automatica e incosciente che riguarda qualità, fluidità e sicurezza dei movimenti e la postura e l’equilibrio.
Per quanto riguarda la percezione propriocettiva cosciente, le informazioni vengono elaborate dalla corteccia cerebrale che ha tempi più lunghi di elaborazione e somma le informazioni al bagaglio delle esperienze passate che rimangono in memoria nel nostro corpo.

Un altro importante compito dei Propriocettori è quello di difesa dell’organismo di fronte a situazioni potenzialmente dannose, per capire meglio questo punto conosciamo i principali Recettori Propriocettivi del nostro corpo:
I FUSI NEUROMUSCOLARI avvertono la variazione di lunghezza e la velocità di allungamento-accorciamento durante la contrazione di un muscolo, sono posizionati in parallelo sulla fascia muscolare e intervengono con una contrazione riflessa in risposta ad un improvviso stiramento del muscolo.

L’ORGANO TENDINEO DEL GOLGI è posizionato nei tendini ed è sensibile alle variazioni di tensione, ha la funzione di preservare il tendine infatti dove l’aumento di tensione diventa insostenibile il sistema nervoso dà l’imput ai muscoli di rilassarsi.

I RECETTORI DELLA PELLE: i Corpuscoli di Pacini si trovano a livello cutaneo in profondità e rispondono agli stimoli tattili di breve durata, sono sensibili alle vibrazioni.; le Terminazioni di Ruffini sono sensibili agli stimoli pressori e tattili prolungati e intensi.

Dopo un trauma, come una distorsione alla caviglia, si può perdere la Sensibilità Propriocettiva; infatti nel post-trauma, oltre al recupero della mobilità articolare e del tono muscolare, per avere una completa rieducazione funzionale dell’articolazione è importante ripristinare la rete di comunicazione tra SNC e RP (di cui abbiamo parlato a inizio articolo) andata in tilt causando risposte non adeguate da parte dell’organismo dovute alla perdita e/o la diminuzione della capacità di elaborazione delle informazioni inviate dai recettori muscolo-articolari: ad esempio un soggetto che ha subito un trauma all’articolazione della caviglia sinistra può tornare a camminare ma spostando il peso del corpo più sul lato della gamba non traumatizzata e ciò può portare a delle conseguenze concatenate quale il dolore al ginocchio destro.

Gli esercizi propriocettivi permettono di educare i riflessi e ottenere un controllo ottimale dell’organismo sottoponendolo a sollecitazioni controllate: sono stimolazioni neuromotorie finalizzate a ridare al soggetto la capacità di controllo della posizione e del movimento degli arti e del corpo nella statica e nella dinamica. Questi esercizi si utilizzano anche per affinare i gesti atletici, a scopo preventivo per infortuni e per evitare recidive e inoltre sono un efficace mezzo di prevenzione o ripristino delle capacità motorie in regressione da non uso (ipocinesi, impoverimento delle esperienze motorie).

L’allenamento propriocettivo in palestra può essere stimolata con opportuni esercizi e grazie all’aiuto di supporti quali: tavolette propriocettive, sistemi computerizzati composti da pedane basculanti-traslanti, Bosu Balance (mezza sfera in gomma da poter usare dalla parte piatta e da quella convessa), piattaforme molleggiate e basculanti, semplici step classici (che richiedono aggiustamenti posturali nel passaggio dall’appoggio su due piedi a uno solo),…

2017-11-09T17:47:18+00:00 09/11/17|Fitness|